Ci mancherà molto il suo ottimismo, la sua capacità di trasformare ogni disgrazia in opportunità di miglioramento, la sua abilità a confrontarsi con tutti per trovare dei comuni punti di incontro, la sua gentilezza sempre presente.
“Voglio ricordare la sua lotta per inserire l’empowerment nella definizione della medicina generale, l’attenzione sempre presente a non nuocere in ogni atto medico, in particolare la sua proposta di informare sulla tossicità delle radiazioni e il suo amore per l’insegnamento della medicina generale, la sua generosità che l’ha portato negli ultimi mesi a scrivere un articolo per poter migliorare la gestione dei pazienti oncologici. Ho avuto l’onore di averlo conosciuto insieme alla sua famiglia in particolare sua moglie Annarita che negli ultimi tempi gli è stata vicina insieme ai suoi figli”.
Giorgio Visentin
“Nel frequentarlo in Wonca Italia ho conosciuto un uomo generoso, vulcanico, coinvolgente e concreto, capace di aiutare gli altri a dare il meglio, rendendo facili anche le cose apparentemente complesse. Una cara persona che mancherà molto.”
Andrea Moser
“Conservo ricordi preziosi dei nostri incontri annuali alle conferenze del WONCA Europa. Eravamo un gruppo ristretto, quasi una famiglia, uniti da una partecipazione assidua e appassionata. Ernesto, più di chiunque altro, credeva fermamente che il confronto internazionale fosse la chiave per elevare la Medicina Generale in Italia. Spero profondamente che il suo importante lascito possa essere raccolto dalle nuove generazioni.”
Ferdinando Petrazzuoli
“Colpiva subito per la sua umanità,sensibilità , ottimismo costruttivo ed empatia, che sono anche le doti del medico capace di starti accanto nei momenti difficili e fino alla fine. Spero che anche lui sia stato assistito da colleghi che gli somigliavano e che tutti noi potremo esserlo quando arriverà il nostro momento. “
Donatella Sghedoni
“Viene a mancare un caro amico, un collega passionario che ha dato lustro alla medicina di famiglia in Italia e all’estero, già Presidente WONCA Italia, Coordinamento italiano delle società scientifiche aderenti a WONCA (World Organization of Family Doctors). Abbiamo condiviso insieme ad una piccola delegazione italiana nel 2016 la fantastica esperienza del WONCA World a Rio de Janeiro in Brasile, dove abbiamo presentato le esperienze della medicina italiana al mondo intero. Nel 2017 mi ha invitato a tenere una relazione al Congresso Internazionale di WONCA Italia che lui ha organizzato a Lecce sulla Ipermedicalizzazione e Prevenzione Quaternaria con la presenza di Marc Jamoulle e di Anna Stavdal già WONCA World President, insieme ai giovani medici del Movimento Giotto e della locale Scuola di Formazione in Medicina Generale che lui coordinava. Lui e sua moglie Annarita sono stati ospiti a casa mia in Friuli, tre anni fa siamo stati a trovarlo nella sua casa di campagna a Frigole (Lecce), mi piace ricordalo, sereno, seduti a tavola nel suo giardino in una serata calda d’estate a gustare la pizza che lui ha fatto nel forno a legna e i tipici pasticciotti leccesi insieme alla nipotina che da Stoccolma passava le vacanze dai nonni, sognavamo una medicina di famiglia che finalmente avesse una dignità accademica anche in Italia.”
Rosario Falanga
“Quasi dieci anni fa venivo assegnata ad Ernesto per la formazione in medicina generale. Ero appena arrivata in Puglia e non conoscevo nessuno. Alla prima telefonata mi disse che stava rientrando dal Brasile (Wonca World) e al primo incontro nello studio di Frigole mi disse: Dobbiamo andare a Praga (Wonca Europe). Scoprivo così che si poteva fare una medicina generale attiva, internazionale, guardando al paziente in maniera completa. Tutte cose che non avevo mai visto fare prima nelle regioni in cui avevo vissuto. Ernesto credeva molto in noi giovani perché si sentiva SEMPRE giovane, al contempo ci esortava al parricidio. Gli piaceva tanto insegnare quanto studiare continuamente e per questo non ha mai smesso. Per lui tutto era gioia.”
Giulia Cusmano
“L’ultima volta che io ed Ernesto ci siamo incontrati 2 anni fa è stata pura casualità, vicino alla chiesa di S.Irene. Ci siamo aggiornati sulle nostre vite, mi ha chiesto come mi trovavo in Inghilterra e se i pazienti, al netto di tutto, un po’ si somigliano in tutto il mondo. Lui mi ha raccontato del suo continuo impegno politico e della sua attività medica, seppure ridotta, accennandomi poi di sfuggita di non stare bene. Sapevo che qualche anno prima aveva subito un intervento al cuore, e che lo aveva superato brillantemente (anche grazie alla sua incredibile attitudine positiva), motivo per cui non ero particolarmente preoccupato, e non lo sembrava neanche lui. Ricordo ancora quando andai a trovarlo a casa qualche settimana dopo l’intervento, doveva essere una visita di piacere e invece si trasformò in un minigruppo di lavoro per redigere il nuovo calendario delle lezioni all’Ordine dei Medici.
La sua cultura del fare, oltre che dell’essere, è stata una delle maggiori spinte nella mia crescita come uomo e come medico. Ernesto mi ha introdotto nella medicina generale più accademica e dal più ampio respiro europeo e mondiale. E’ stato mio mentore, nonchè ispiratore e relatore per la mia tesi di medicina generale. Mi ha coinvolto nella organizzazione del congresso internazionale di Lecce nel 2017, grazie al quale ho conosciuto mia moglie. Mi ha dato fiducia come suo medico sostituto occasionale, e come co-docente prima e docente poi per il corso di formazione in medicina generale. Posso quindi dire con certezza, fatti alla mano, che Ernesto ha avuto una profonda influenza sulla mia vita, in maniera consapevole ed inconsapevole, così come nelle vite di molti che oggi sono qui a celebrarlo. Non credo di averlo mai ringraziato abbastanza per questo, ma lui non era il tipo per simili convenevoli. Quindi lo faccio pubblicamente ora e per sempre, grazie Ernesto.”
Giuseppe Febbo

